L'arca del Minollo

   Non lasceremo a terra nessuno...

 

Mi presento: sono il Minollo. Proprio così, il Minollo. Molti lo ricorderanno, ad altri gliene avranno parlato: un animale inventato da Troisi per poter salire sull'Arca di Noè e scampare al diluvio universale. Nessuno immaginava che, nonostante tutto, mi sarei salvato. E ora sono qua, sul pianeta Splinder, a prendermi la rivincita con l'arca del Minollo. Un viaggio in cui non sarò solo...

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venerdì, 04 luglio 2008

Zalayeta come Aristoteles

by Minollo

Sembra una scherzo e invece non lo è. Sul Corriere del Mezzogiorno di oggi si parla del primo giorno di ritiro del Napoli e del rito dell'assegnazione delle stanze: "Blasi con Savini... Maggio con Rinaudo... Hamsik con Santacroce". Un elenco completo anche di motivazioni, perlopiù idiote, che si conclude con tre paroline: "...e il solitario Zalayeta".
Inevitabile il confronto col più grande centravanti di sempre: Aristoteles. Anche i suoi compagni della Longobarda evitarono in ritiro di dormire sotto lo stesso tetto con l'asso brasiliano.

Sembra che Reja sia corso ai ripari più o meno in questo modo

 



mercoledì, 02 luglio 2008

Eppur si muovono....

Non è una caricatura, non è Sabina Guzzanti: è proprio lui

 



mercoledì, 25 giugno 2008

Promesse napoletane

La straordinaria abilità di Berlusconi non consiste solo nel negare l´evidenza, ma nel far dimenticare le cose che lui stesso ha detto. Prendiamo la grana dei rifiuti, sulla quale lui fece metà della sua campagna elettorale.
Il 4 aprile disse ai napoletani: «Io prendo davanti a voi un impegno: il posto di lavoro del presidente del Consiglio resterà qui finché non sarà concretamente avviata la soluzione del problema». Dieci giorni dopo dimezzò la promessa: «Verrò per tre giorni la settimana». Il 30 maggio la asciugò ancora: «Tornerò una volta la settimana». E magari l´avesse fatto: dei suoi 46 giorni di governo, finora ne ha passati a Napoli solo 3 (tre). Certo, ha tanti impegni: ma di sicuro quello con i napoletani non l´ha onorato. Suggeriremmo, per evitare lanci di pomodori, di approfittare del lodo Schifani-bis: sospendendo per legge, oltre ai processi da affrontare, anche le promesse da mantenere.

BONSAI di Sebastiano Messina (Repubblica)

 

 



sabato, 21 giugno 2008

Il morso del Caimano

di Curzio Maltese - Repubblica

È un po' ingenuo, anzi molto, stupirsi che Berlusconi sia tornato Caimano. Se esiste una persona fedele a se stessa, oltre ogni umana tentazione di dubbio o di noia, questa è il Cavaliere. Era così già molto prima della discesa in politica, con la sua naturale carica eversiva, il paternalismo autoritario, l'amore per la scorciatoia demagogica e il disprezzo irridente per ogni contropotere democratico, a cominciare dalla magistratura e dal giornalismo indipendenti, l'insofferenza per le regole costituzionali, appresa alla scuola della P2.
Il problema non è mai stato quanto e come possa cambiare Berlusconi, che non cambia mai. Piuttosto quanto e come è cambiata l'Italia, che in questi quindici anni è cambiata moltissimo. In parte grazie all'enorme potere mediatico del premier.
Ogni volta che Berlusconi ha conquistato Palazzo Chigi ha provato a forzare l'assetto costituzionale e per prima cosa ha attaccato con violenza la magistratura. Lo ha fatto nel 1994 con il decreto Biondi, primo atto di governo; nel 2001, quando i decreti d'urgenza sulla giustizia furono presentati prima ancora di ricevere la fiducia; e oggi. Con una escalation di violenza nei toni e, ancor di più, nei contenuti dei provvedimenti.
Il pacchetto giustizia di oggi è più eversivo della Cirami e del lodo Schifani, a sua volta più eversivi del "colpo di spugna" del '94. Ma, alla crescente forza delle torsioni imposte da Berlusconi agli assetti democratici, ha corrisposto una reazione dell'opinione pubblica sempre più debole. Nel '94 la rivolta contro la "salva-ladri" azzoppò da subito un governo destinato a durare pochi mesi. Nel 2001 i "girotondi" inaugurarono una stagione di movimenti, con milioni di persone nelle piazze, che si tradussero fin dal primo anno in una serie di pesanti sconfitte elettorali per la maggioranza di centrodestra, pure larghissima in Parlamento.
La terza volta, questa, in presenza di un tentativo ancora più clamoroso di far saltare i cardini della magistratura indipendente, la reazione è molto debole. L'opposizione, accantonate le illusioni di dialogo, annuncia una stagione di lotte, ma non ora, in autunno. La cosiddetta società civile sembra scomparsa dalla scena. I magistrati sono gli unici a ribellarsi con veemenza, ma sembrano isolati, almeno nei sondaggi. Quasi difendessero la propria corporazione e non i diritti e la libertà di tutti, così come l'hanno disegnata i padri della Costituzione.
Berlusconi PanamaEcco che la questione non è che cosa sia successo a Berlusconi (nulla), ma che cosa è successo al Paese. Siamo davvero diventati un "paese un po' bulgaro", come si è lasciato sfuggire il demiurgo pochi giorni fa? La risposta, purtroppo, è sì.
In questo quarto di secolo che non ha cambiato Berlusconi, l'Italia è cambiata molto e in peggio, il tessuto civile e sociale si è logorato, il senso comune è stato modellato su pulsioni autoritarie. Molti discorsi che si sentono negli uffici, nei bar, sulle spiagge oggi, da tutti e su tutto, si tratti di immigrazione o di giustizia, di diritti civili come di religione, di Europa o di sindacati, nell'Italia del '94 sarebbero stati inimmaginabili.
Il berlusconismo è partito dalla pancia di un Paese dove la democrazia non si è mai compiuta fino in fondo, per mille ragioni (ragioni di destra e di sinistra), ma ora ha invaso tutti gli organi della nazione ed è arrivato al cervello. La mutazione genetica della società italiana è evidente a chi ci guarda da fuori. Perfino negli aspetti superficiali, di pelle: non eravamo mai stati un popolo "antipatico", com'è oggi. Più seriamente, il ritorno di Berlusconi al potere e le sue prime e devastanti uscite hanno evocato i peggiori fantasmi sulla scena internazionale.
Si tratta però di vedere se il "caso Italia" è tale anche per gli italiani. Se nell'opinione pubblica esistano ancora quei reagenti democratici che hanno impedito nel '94 e nel 2001 la deriva, più o meno morbida, verso un regime. I segnali sono contraddittori, la partita è aperta. Certo, in questi decenni la forza d'urto del populismo berlusconiano è andata crescendo, così come la presa su pezzi sempre più ampi di società. Non si tratta soltanto di potere delle televisioni o dell'editoria, ma di una vera e propria egemonia culturale. E sorprende che nell'opposizione, gli ex allievi di Gramsci, ancora oggi, a distanza di tanto tempo, non comprendano i meccanismi e la portata della strategia in atto.
Altro che "l'onda lunga" di craxiana memoria. Anche loro, purtroppo, non cambiano mai. Si erano illusi (ancora!) di trasformare Berlusconi in uno statista, offrendogli un tavolo di trattative. S'illudono (ancora!) di poter resistere con la politica del "giù le mani" e con l'arroccarsi nelle regioni rosse, che sono già rosa pallido e rischiano prima o poi di finire grigie o nere. In attesa di tempi migliori.
Non ci saranno tempi migliori per l'opposizione. Bisogna trovare qui e ora il coraggio di proposte forti e alternative al pensiero unico dominante, invenzioni in grado di suscitare dibattito e bucare così la plumbea egemonia "bulgara" dell'agenda governativa. Bisogna farsi venire qualche idea, anzi molte, una al giorno, per svegliare l'opinione pubblica democratica dal torpore ipnotico con cui segue gli scatti in avanti di Berlusconi. Lo stesso torpore ipnotico che coglie la preda davanti alle mosse del caimano. Che alla fine, attacca.

 

 



giovedì, 19 giugno 2008

Se pure l'Espresso si cala le braghe

Vuoi vedere che l'ultimo bastione di buon giornalismo sia andato a farsi fottere insieme col PD? E' la prima cosa che ho pensato appena ho letto l'intervista a Luca Zaia sull'Espresso di questa settimana
L'articolo a firma di Emiliano Fittipaldi è veramente un insulto a chi spende 3 euro ogni venerdì nella speranza di leggere qualcosa di diverso rispetto alla solita solfa.
Un 'marchettone' degno di 'Panorama' o 'Libero', non certo del settimanale più letto d'Italia.
Scegliere domande così banali dev'essere stato davvero un compito arduo per chi, in passato, ha dimostrato di essere una penna attenta e precisa. E invece nulla.
Quando, dopo la vittoria elettorale di Alemanno a Roma, mi capitò tra le mani l'intervista alla moglie del sindaco mazziere, pensai che forse pure l'Espresso avesse recepito le disposizioni di piazza Sant'Anastasia: toni soft, basta scontri e demonizzazioni dell'avversario. 
Stavolta non può essere così. E allora mi vien da pensare che qualcosa sotto ci sia. Del resto, basta leggere il titolo dell'articolo per capire di cosa si tratti. E ricordarsi che l'inchiesta sul Brunello avrà pure fatto schizzare in su le vendite, ma è costata tanto. Quantomeno una minaccia da parte del Consorzio di portare in Tribunale gli autori dell'articolo e il direttore della testata. 
E allora meglio farsi qualche amico potente oggi.
Che domani, chissà, si potrà pure evitare di pagare migliaia di euro di risarcimento ai produttori.

 



venerdì, 13 giugno 2008

Impregilo lascia la Campania

by Minollo

Oltre al danno, la beffa: Impregilo lascia la Campania al suo destino e se ne va. Dopo esser stata l'attore principale dell'emergenza e delle continue crisi rifiuti, la multinazionale ha inviato una raccomandata a Bertolaso spiegando che dal 18 giugno la FIBE non gestirà più gli impianti di CDR. Per inteso, i CDR sono gli stabilimenti dove si sarebbe dovuto dividere il materiale che arrivavano con la monnezza per poi preparare le cosiddette ecoballe, suppostoni senza punta da infilare negli inceneritori. In realtà sono stati usati come mega-frullatori, una sorta di Bimby gigante ma molto meno tecnologico. Vogliono far credere a tutti che il problema sia stato il mancato decollo della differenziata, ma non è affatto così.
La FIBE-Impregilo, i suoi dirigenti, sono gli imputati principali del processo in corso a Napoli che, per inciso, si chiama Bassolino+27 per una mera questione di ordine alfabetico. Anche nella nuova inchiesta napoletana sono loro i principali accusati. Troppo, per una società che ha intascato fior di milioni di euro in Campania e che oggi tiene per le palle l'Italia per quel contratto sottoscritto col BerlusconiTer per la costruzione del Ponte sullo Stretto. Troppo restare dove due giovani e caparbi magistrati hanno osato far capire all'Italia che una società del salotto buono di Confindustria ha rifilato a tutti il classico "pacco" alla napoletana. Non si può chiedere di rimanere per "esercitare un'attività che ad avviso della Magistratura penale costituisce reato", scrivono nella dura lettera inviata Bertolaso. Basta, con quell'"intollerabile sacrificio e rischio a livello personale dei professionisti impegnati".
Perché non diciamo basta anche noi e lanciamo una class action contro FIBE e Impregilo?

 



giovedì, 12 giugno 2008

Intercettazioni/1: la privacy nelle mutande di Anna Falchi

Anna Falchi"Se analizziamo quanto è accaduto in questo paese ci rendiamo conto che quello della privacy è un discorso finto, utilizzato da chi nella classe politica e dirigente vuole semplicemente nascondere le proprie malefatte. Pensi che, come esempio di privacy violata, viene spesso citata la pubblicazione di un sms di Anna Falchi. Voglio dire: c'è una signora, che si è tolta le mutande in diretta televisiva, la quale si lamenta perché è stato intercettato un messaggio in cui diceva 'tanti baci caro, ti amo'. Certo, si poteva benissimo evitare di pubblicarlo, ma siamo seri, non mi pare che questo sia il punto".

Bruno Tinti, procuratore aggiunto di Torino -
intervistato da Peter Gomez sull'Espresso

 

Arrestati Bassolino e Marino

by Minollo

La polizia di Stato di Palermo ha sequestrato dieci chilogrammi di cocaina e arrestato due persone. La droga era nascosta in un' automobile. Gli arrestati sono Domenico Bassolino, 50 anni, di Napoli e Leonardo Marino, 18 anni, di Palermo. I due erano a bordo di una Ford Fiesta che è stata fermata dagli agenti ieri a tarda sera sulla circonvallazione di via Oreto. I due sarebbero stati scoperti dopo una telefonata anonima arrivata alla polizia.

(fonte ANSA)

postato da ilminollo | giugno 12, 2008 11:59 | commenti
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